Cessione del credito, quello che la tua impresa deve sapere

Hai già tentato la strada del recupero crediti, hai fatto le tue indagini pre legali e hai capito che purtroppo il tuo credito non lo vedrai mai più, perlomeno non nel breve-medio termine. Quella voce negativa però ti pesa e vorresti trovare la soluzione che ti faccia risparmiare perlomeno la beffa di avere un’insolvenza a bilancio.La cessione del credito in questo caso è la soluzione migliore per il tuo business.

In questo post cercheremo di rispondere a tutte le tue domande e ti offriremo il nostro supporto diretto per concludere la tua cessione. Non esitare a commentare o a contattarci se desideri ulteriori chiarimenti.

Ti ricordiamo che per sfruttare i vantaggi fiscali che questa operazione comporterebbe per il benessere della tua azienda, è necessario finalizzare l’operazione entro la fine dell’anno.

Cos’è e a cosa serve la cessione del credito?

In finanza, si parla di cessione del credito riferendosi ad una operazione che può essere portata a termine nel momento in cui il credito che un soggetto che vanta nei confronti di un debitore, è diventato ormai inesigibile perché improbabile che il debitore riuscirà mai a pagarlo.

Il caso più comune è quello di una società messa in liquidazione, ma ci sono comunque molte alternative.

Lo scopo e il fine della cessione del credito è quello di poter “depennare” dal bilancio i crediti ceduti (solo nel caso in cui questi vengano ceduti “pro soluto”), in via formale e sostanziale, con i vantaggi fiscali che ne conseguono e il trasferimento del rischio insolvenza dei debitori.

Se invece la cessione avviene pro-solvendo, i crediti ceduti devono permanere in contabilità. La differenza tra pro-soluto e pro solendo la vediamo in uno dei seguenti paragrafi.

Cessione del credito, cosa dice la legge:

L’art. 1260 del Codice civile dice:

«Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale, o il trasferimento non sia vietato dalla legge. Le parti possono escludere la cedibilità del credito, ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione».

Mentre per quanto riguarda le imprese, la regolamentazione si basa sulla Legge n. 52 del 21 febbraio 1991, la quale afferma che le aziende rientrano nella pratica della cessione dei crediti.

Quando un credito si può dichiarare inesigibile?

Un credito viene automaticamente (non è necessario portare motivazioni) considerato come inesigibile (Secondo la legge 134/2012) quando questo è fuori tempistiche da almeno 6 mesi e sia di basso importo –  entro i 2.500 € per le imprese che fatturano fino a 150 milioni di euro, e 5.000 € per i fatturati di oltre 150 milioni di euro.

Per quanto riguarda tutti gli altri crediti, essi rimangono all’interno della normale normativa che afferma che un credito è da ritenere inesigibile qualora il creditore sia in grado di fornire una documentazione appropriata che mette in luce l’impossibilità effettiva di arrivare al suo credito. Tali prove possono essere:

– Irreperibilità del debitore

– Procedure concorsuali del debitore (come fallimento, accordo di ristrutturazione dei debiti etc.)

– Attività di recupero crediti non andata a buon fine.

Nei casi sopracitati i crediti si possono dichiarare inesigibili e quindi è possibile avviare le pratiche per la cessione. Contrariamente, ci sono tre casi in cui non è possibile:

Come scritto nell’articolo 1260 sopra riportato, la cessione del credito non è possibile quando il credito ceduto ha un carattere strettamente personale – Quando è espressamente vietata dalla legge – Quando esiste un patto di non cessione tra creditore e debitore (di cui il cessionario è a conoscenza)

Le due diversità modalità di cessione: Pro Soluto e Pro Solvendo

Esistono due diverse modalità di cessione, differiscono per il grado di responsabilità che si prende il cedente.

Pro Soluto:

Quando l’unica garanzia offerta dal cedente è quella dell’esistenza e validità del credito (all’art. 1267 cod. civ.)

In questo caso chi sta cedendo il credito sta dicendo che non è assolutamente certo che il debitore pagherà, neanche a lungo termine probabilmente. In questo caso, il rischio dell’inadempimento è tutto sulle spalle del concessionario e il cedente non deve occuparsi più di nulla.

Pro Solvendo:

Quando il cedente offre la garanzia aggiuntiva della solvibilità del debitore ceduto. (lo stesso art. 1267 cod. civ.)

In questo caso, colui che sta cedendo il credito garantisce, oltre alla sua esistenza, il fatto che prima o poi verrà effettivamente saldato. In questo caso però il cedente ha una responsabilità in più, se il debitore ceduto non provvede al pagamento, totalmente o parzialmente, il cessionario ha tutto il diritto di rivalersi sul cedente.

E’ evidente che il prezzo della cessione varierà sensibilmente a seconda della modalità di cessione. Il cessionario stabilirà il prezzo della cessione del credito in base alla possibilità effettiva di recupero del credito non ancora riscosso. Va da se che la cessione del credito pro solendo offre maggiori garanzie a colui che si prende in carico il debito, e quindi sarà disposto ad offrire un prezzo maggiore rispetto all’incognita della cessione pro soluto.

In entrambi i casi vale comunque la regola che minore è la possibilità che il debitore paghi, minore è il prezzo che il creditore cessionario è disposto a pagare per acquisire il credito di altri.

I vantaggi della Cessione Pro Soluto

In sintesi possiamo concludere che la cessione dei crediti inesigibili o di dubbia e costosa esigibilità permette vantaggi economici e fiscali, oltre ad una più chiara e trasparente situazione di bilancio per il creditore cedente. Le motivazioni principali per cui le imprese ricorrono alla cessione del credito sono essenzialmente due: ottenere subito liquidità facendosi anticipare da un ente terzo il valore di un credito, oppure cedere un credito  che la propria azienda vanta (che concorre a formare il reddito imponibile) alleggerendo di conseguenza l’imposizione fiscale nei confronti della propria impresa; eliminando dal bilancio aziendale tutti quei crediti che contribuiscono a formare il reddito imponibile.

I vantaggi tangibili ed intangibili sono:

–  Rispetto dei principi contabili di bilancio

– Vantaggi fiscali

– Miglioramento del Rating di Bilancio

– Risparmio dei costi di gestione


Speriamo di avervi offerto una completa panoramica su quello che è lo scenario della cessione del credito, ricordati che Rating Lab può supportarti nelle tue scelte e nelle tue attività.

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